Un sorriso nel silenzio spettrale che avvolge Amatrice e i suoi pochi abitanti. È una giornata speciale, giovedì 11 maggio: quella carovana di venti Land Rover che si ferma ai bordi della “zona rossa” non sfoggia per una volta lusso e tecnologia. Porta in dote un messaggio diverso, figlio della solidarietà e padre della speranza. Il Giardino degli Alberi, un raggio di sole tra le macerie della città-simbolo del terremoto, è rinato proprio grazie a Jaguar/Land Rover Italia, i suoi concessionari, i suoi dipendenti. Si sono tassati e hanno offerto, oltre ai soldi, giornate di vero volontariato “sul campo” per restaurare un po’ di Amatrice. È poco, in questa inconsolabile desolazione, ma grande davvero il messaggio. «Prima di Natale – racconta il presidente Daniele Maver – chiesi al sindaco Sergio Pirozzi cosa potessimo fare per un aiuto concreto. Mi rispose che mancava un centro d’aggregazione, una “piazza” dove potersi radunare. Ci siamo mobilitati. E sono orgoglioso che tutta l’azienda, nessuno escluso, abbia aderito all’iniziativa: la solidarietà è storicamente nel Dna di Land Rover. Fin dal dopoguerra, con le prime Defender utilizzate dalla Croce Rossa, siamo stati vicini a chi necessita di soccorso».

Dopo tre mesi di lavoro, ecco il frutto dell’amicizia. Si inaugura il giardino rinato. E il test drive italiano della nuova Discovery non poteva ignorare l’evento: diventa occasione per un omaggio aggiuntivo, per dimostrare che anche le automobili, qualche volta, hanno un cuore. Alla cerimonia Pirozzi non c’è (è volato in Canada con Alfano, tornerà con altre risorse economiche) ma la sua vice, Patrizia Catenacci, sa offrire parole toccanti, ci fa commuovere: «Per ricostruire il paese dopo l’enorme disgrazia vissuta, è fondamentale ricostruire prima la comunità, aggregare. Questo giardino è un simbolo, era la piazza dei bambini: tutti qui hanno giocato, sono cresciuti, hanno scoperto i primi amori. Vederlo rifiorire ci ricorda che in Italia c’è tanta brava gente, perché le aziende che ci aiutano sono fatte da persone. Adesso aiutateci anche a non far scendere il silenzio sulla nostra tragedia».

 

Parlare di automobili, in questo contesto, pare riduttivo. Ma l’inchino ad Amatrice è anche un tuffo verso le distese e gli sterrati del Parco del Gran Sasso, dove è possibile testare tutte le virtù del nuovo Discovery, in vendita da un mese con prezzi compresi tra i 58 e gli 82mila euro. Siamo alla 5ª generazione (la prima è dell’89), rifatta sulla base di un nuovo telaio in alluminio, di uno stile decisamente più brillante, di un abitacolo spazioso a 7 posti veri, e di motorizzazioni adeguate. Sono i diesel 4 cilindri 2.0 da 240 Cv e 500 Nm e 6 cilindri V6 3.0 da 249 Cv e 600 Nm, oltre al benzina supercharged 3.0 da 340 Cv e 450 Nm. Fra 3 mesi si aggiungerà il 4 cilindri diesel Td4 della famiglia Ingenium, 2 litri per 180 Cv e 430 Nm. È il più efficiente della gamma e promette 6 litri/100 km con emissioni di Co2 limitate a 159 g/km, il 22% in meno rispetto alla variante precedente. L’intera gamma è abbinata al cambio automatico a 8 rapporti ZF, dolce e reattivo.